In Al positivo
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hiunque ami la cucina sa che preparare un piatto ha qualcosa di magico, di alchemico: si prendono gli elementi allo stato naturale, si determinano i gusti, si mescolano e vengono sottoposti a processi diversi per trasformarli fino ad ottenere un qualcosa di nuovo e volutamente meraviglioso.

Catturare la visione di qualcuno in un’immagine aziendale, in un logo, in un prodotto o per aiutare la creazione di un’azienda, implica fare magia, l’alchimia di molti elementi insieme, “preferibilmente attorno a una tazza di caffè colombiano”.

E tutti coloro che hanno lavorato con Paralelo sanno che si tratta di un processo di

co-creazione, in cui tutto è possibile quando pianifichi, sei audace con le tue idee e le realizzi.

Entrare in contatto con Paralelo significa stabilire – quasi sempre – un’amicizia con Darío. Ho incontrato Darío mentre si preparava a viaggiare a Torino; Insegnavo all’Istituto Italiano di Cultura, a Bogotá, e Darío era il mio studente.

La nostra amicizia si è approfondita negli anni e oggi  io vivo a Torino e lavoro in Paralelo Italia  insieme a lui. Perché come dice lui, lavorando insieme a Paralelo, gli amici diventano clienti e talvolta i clienti diventano amici. Come nel mio caso.

Separare l’amicizia del lavoro in questo caso è impossibile. Ed è indispensabile che sia così.

Oggi scrivo su Darío e Paralelo Italia.

Paralelo Design ltda. è il terzo passo consolidato nella creazione di qualcosa che hanno volute fare insieme  due fratelli pazzi, lo scrittore Darío e il pittore Jorge. Ma …

Cosa potevano far insieme un pittore e uno scrittore?

Bene, qualcosa nell’ambito della comunicazione, in cui scrittura e immagine fossero combinate.

Per  noi la comunicazione è un ecosistema vivo, un universo da capire ed un’arte da coltivare

F: Come è cominciata questa storia?

Il nostro primo passo è stato creare AFUERA.org che è nato come un progetto artistico per mettere in luce giovani artisti che in Colombia a quel tempo, si parla del 1997, erano in pochissimi a vivere del loro mestiere, quindi Afuera.org  voleva far visibili  un po ‘ tutti questi artisti e dare loro una vetrina dove ci fosse  un “lancio spaziale” virtuale, pensavamo di essere la prima agenzia artistica di lancio spaziale colombiana, – “beh, cosi è come lo ricordo oggi”

E cosi si è cominciato!

Comunque il progetto, anche se fantastico, non era redditizio e perciò non ci permetteva di guadagnare da vivere. L’idea era quella di dare una mano agli altri.

Così abbiamo deciso di far nascere un progetto nuovo. Gli amici che ci avevano visto creare Afuera.org e avevano apprezzato quello che stavamo facendo sul sito web esterno, ci stavano “assumendo” per aiutarli a creare le loro pagine web, le loro presentazioni, i loghi, i nomi delle società … alcuni arrivavano solo con delle idee, e siccome ci vedevano “seri” e “responsabili” ci chiedevano aiuto, specialmente quando non raggiungevano i loro obiettivi o non riuscivano a consolidare i loro sogni. Così è nato  Plan B.

Era il 1999 e Plan B fu il secondo passo, è nato  come un collettivo conformato da mio fratello, un amico e me. Era più semplice presentarsi come una ditta informale che come un FreeLancer. E questo modello ha funzionato benissimo per più di tre anni. Ci siamo dedicati in corpo ed anima a diversi progetti. Ognuno contribuiva con clienti e sviluppavamo i prodotti insieme agli altri. Intanto io e Jorge continuavamo a celare il sogno di vivere dal e per l’arte. Lui ancor oggi disegna, ed è un bravo pittore.

A va bin parei!
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F: E Torino?

Tutto ciò mi ha imboccato nella giusta direzione fino a quando, nel 2002, son venuto in Italia. Era dicembre e mi sono innamorato della città per la prima volta quando l’ho vista attraverso  la lente di una macchina fotografica, (ho una forte passione per la fotografia). Inoltre sono stato ammaliato  dalla gente qua.

Mi ero iscritto alla  Scuola per Interpreti e traduttori Vittora  e ho iniziato a studiare per diventare interprete e traduttore con enfasi sui problemi migratori. Non era allora molto diffusa la figura del mediatore interculturale.

In Italia ho fatto parte del gruppo di lavoro “INTERMEDIA”, che funzionava all’interno della Cooperativa di Animazione Valdocco, INTERMEDIA realizzava video e documentari sociali e avevano bisogno di un operatore di macchina da presa che avesse conoscenze anche di disegno grafico affinché desse una mano con l’illustrazione delle copertine dei DVD e i manifesti per il lancio dei diversi progetti.

Ho lavorato come inoltre come operatore di macchina da presa, come traduttore, tecnico informatico e  animatore in FURGONET, un camioncino multimedia con il quale socializzavamo iniziativa culturali o argomenti di interesse sociale. È stato un lavoro che mi ha permesso di agglutinare  la mia esperienza professionale e metterla al lavoro in modo sinergistico.

Bellissimo.

F: Come mai sei tornato in Colombia?

Nel 2006 mio nonno era molto malato in quel momento doveva avere intorno ai novantatré anni. Siccome più della metà di ciò che sono come uomo lo devo a lui, volevo essere presente durante il tempo che gli restasse ancora di vita. Così mi sono dimesso dalla  Valdocco, non ho discusso la Tesi alla scuola Vittora e sei mesi dopo sono rientrato in Colombia.

In quel momento Plan B esisteva ancora, gestito da mio fratello ed un nostro amico, ma  a noi tre quel nome ci dava una sensazione di malore perché era come dire “se il tuo piano A è in fallo, ti offriamo il Piano B”. Lavorare con persone che venivano da noi con il loro Piano A fallito,  poiché non era stato ben concepito, era lavorare con chi sentiva che il suo progetto non era possibile; erano persone che arrivavano da noi in qualche modo “sconfitti”.   E non era quello che volevamo fare, avevamo troppo entusiasmo.

F: Come è nato Paralelo?

Nel rivalutare Plan B abbiamo capito che non ci permetteva di aiutare agli altri partendo dall’inizio della costruzione del loro sogno. E allora abbiamo deciso che ciò che ci spingeva era lavorare in parallelo. Che cio che eravamo come azienda, era una linea che si disegnava seguendo gli stessi obbiettivi  di chi ci chiedeva una consulenza, ma che sommava dalla communicazione la forza di essere visti dagli altri.

E così ho dato una mano nel creare Paralelo Design ltda., una ditta di consulenze in  comunicazione, creazione di contenuti, servizi grafici, supporto digitale e sviluppo tecnologico.

I nostri motto o campagna come azienda lungo gli anni sono stati:

2007 “Lavoriamo in parallelo ai tuoi sogni”.

2010 “Dillo bene e farai colpo”

2013 “Tutto è possibile quando comunichi bene”

2016 “Per cambiare il mondo devi cambiar la forma in cui comunichi con lui”.

Credo che questo riassuma chi siamo stati e chi siano ora; ogni tre anni facciamo un’autovalutazione per capirci un po’ meglio, perché pensiamo che ci sia sempre spazio per crescere e migliorare. Paralelo ti permette si avere un ufficio di comunicazione e design in parallelo a te, senza che crediamo di essere una agenzia.

Plan B era stato composto da un gruppo di FreeLancer che si presentava come una ditta, ma in realtà non non lo era e allora quando come Paralelo ottengo il mio  primo contratto, abbiamo dovuto imparare a sorteggiare quello che significava costituire un’azienda in Colombia. Lo abbiamo fatto e nonostante il fatto che durante quel primo anno lavorativo, lavorando da casa e con grande sforzo avessimo fatturato il più possibile, alla chiusura dell’anno fiscale eravamo praticamente in bancarotta.

Soltanto di tasse avevamo pagato intorno ai diciotto milioni di pesos (Eur. 5.000) e non avevamo ricevuto un soldo come stipendio.

Abbiamo pagato il prezzo di imparare.

Tuttavia dal 2007 siamo felicemente cresciuti grazie al passaparola. I nostri clienti venivano colpiti dalla forma in cui lavoravamo anche perché quando parli dall’onesta di ciò che sei generalmente succede uno scambio meraviglioso. Chi è stato inizialmente un cliente diventa un amico e gli amici si sono convertiti in rappresentanti nostri. Questo non significa che io e mio fratello avessimo cercato tutto ciò, semplicemente è successo cosi.  Al giorno d’oggi la azienda è tutta nostra per intero.

F: Come si è evoluta Paralelo negli anni?

Nel 2008/2009 abbiamo stabilito il nostro primo ufficio e abbiamo lavorato con ogni sorta di clienti e di progetti; abbiamo creato una visione ed abbiamo accumulato un sapere che ci ha permesso di crescere e di offrire uno spettro di  soluzioni in comunicazione fatte su misura di cada gruppo o persona che ci si avvicinava. Ad un certo punto stavamo gestendo quarantasette clienti allo stesso tempo.

Abbiamo sviluppato ogni sorta di prodotti, abbiamo fatto disegno industriale, imballaggi, etichette e abbiamo costruito stand, abbiamo decorato uffici, abbiamo gestito eventi,  stampato volantini e creato tantissime pagine web.

Nel 2009 abbiamo aperto il secondo ufficio e nel  2010 il laboratorio di stampa e rifinitura nella zona delle ditte tipografiche di Bogotá. Con il laboratorio ho iniziato a lavorare con donne capofamiglia, seguendo sempre linee guida molto chiare, stampando esclusivamente con materiali ecologici e biosostenibili, e lavorando soltanto con ditte che avessero una gestione dei rifiuti industriali sostenibile e politiche positive riguardanti i loro lavoratori.

Paralelo non è una ditta a buon mercato  ma è economica in quanto rispettiamo rigorosamente i tempi di consegna e gli accordi. Offriamo una qualità eccezionale, siamo impeccabili con chi lavora con noi e siamo impegnati seriamente con la responsabilità ambientale.

Come azienda siamo cresciuti ancora ma questo mi ha portato ad avere uno stile di vita da ritmi frenetici: ad un certo punto stavo seguendo troppi account in comunicazione e undici dipendenti nell’officina di materiale pubblicitario.

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Soltanto quelle ditte che sono sostenibili hanno un futuro riguardo a ciò  che verrà. Quelle che non si adattino moriranno. Quelle che non si adeguino al passo dei tempi finiranno emarginate dal mercato. Prima o poi  molte delle prassi che vengono implementate al giorno d’oggi nel mondo civilizzato saranno punibili. Perché le  condotte insostenibili saranno censurabili.

 

F: Quando è entrato in gioco Simon Sinek nella tua vita?

Un giorno qualunque  mio fratello Jorge mi ha fatto vedere una TED Talk  di Sinek; era il 2011 credo e in questa TED Talk Sinek parlava del Golden Circle. Ho cercato i suoi libri, e ho letto “Trova il tuo Perché”.

Ho approfondito  in quello che Sinek proponeva e ho rivisto tutto ciò a confronto con la mia propria esperienza, con quello che avevo imparato dal 2006. Da quel momento in poi tutto ciò che arriva a me (persone, ditte, idee) lo filtro attraverso  Sinek; scelgo chi posso appoggiare partendo da una base solida, come co-creatore,  più fecondamente e in prosperità. Con questi elementi acquisiti e la mia esperienza posso  accompagnare chi ne ha bisogno fino ad un passo oltre del semplice “voglio far questo per diventare ricco”. Sinek mi ha dato inoltre gli strumenti per essere in grado di aiutare gli altri ad diventare più concreti e coerenti.

Si sa che in genere ciò che è urgente toglie tempo alle cose importanti. E allora si finisce intrappolato nella  fretta di  fare di tutto e di più per gli altri e di non farlo per sé stessi; tendiamo a postergare la realizzazione dei sogni.

I sogni diventano reali soltanto quando li trasformi in progetti”.

Tutti i sogni, qualsivoglia che siano.

Questo percorso mi ha fatto capire che tutto è possibile quando si hanno gli strumenti, quando dai priorità a quello che lo merita e dedichi il tempo  necessario ad agire.

Alla fin fine ciò che conta è quello che fai tu per te stesso.”

Imparare ad essere un leader di me stesso e del mio percorso personale è stata una delle lezioni più importanti di questo cammino professionale.

Non è possibile che siamo qui per non poter essere.

 Julio Cortázar- Rayuela, capitolo 18

 

Così come Sinek, ci sono state altre influenze importanti nate dal mio amore per la  letteratura come Gabriel García Márquez e Julio Cortázar. Se Gabo è lo scrittore di base per me, perché lo ho letto durante l’infanzia,  Cortázar è il mio scrittore di gioventù perché è stato il primo che ho capito, che mi ha spiegato come capire me stesso e mi ha dato tutto l’amore della mia vita.

L’amore che ho oggi in me si è generato grazie a Cortázar.

F: Come mai sei ritornato in Italia?

I miei contatti  con l’Italia erano ancora vivi,  continuavo a lavorare con loro da Bogotá e nel 2012, chi era stato il mio capo, mi ha proposoi di tornare a Torino.

Cosi ho deciso di aprire una seconda sede di Paralelo in Italia.

Paralelo è nata come un’azienda sistemica, e quando sono arrivato a Torino, un amico mi ha detto che Paralelo Italia era un’azienda olistica. E allora abbiamo iniziato a esplorare quello che significava essere olistico nella comunicazione e il marketing.

Al giorno d’oggi siamo una ditta colombiana con una seconda sede in Italia, la culla del design.  Oltre alle pagine web sviluppiamo  strategie comunicative e App.  E oggi, più che mai,  scegliere i nostri clienti usando il  “filtro” sostenibile e sociale continua ad essere il  leitmotiv che ci guida nelle preferenze.

Paralelo Italia solo ofrece sus servicios a Asociaciones, fundaciones o colectivos que trabajan con y para la comunidad, que de alguna manera quieren construir un mejor futuro y ayudar a hacer tejido social.

F: Cosa vedi nel futuro di Paralelo Italia?

Il futuro sarà sempre un qualcosa di incerto, ma capisco due cose importanti:

  • Il perché sono qua e che cosa voglio fare.

Considero  Paralelo una ditta costruita da professionisti che durante più di vent’anni  abbiamo accumulato esperienze varie per una visione mirata alla realizzazione dei sogni.  E  abbiamo imparato a mettere quest’esperienza al servizio di chi ci cerca.

Siamo  professionisti seri e stiamo pari in qualità e servizio ad altre aziende più grosse. Comunque  a oggi Paralelo Italia offre soltanto i suoi servizi a  Associazioni, fondazioni o gruppi che lavorano con e per la comunità e che in qualche modo vogliono costruire un futuro migliore ed aiutare a ripristinare il tessuto sociale. Non siamo interessati a batterci per conquistare il mercato economico né tanto meno lavorare con ditte carenti di una coscienza ecologica o sociale; vogliamo favorire la crescita e lo sviluppo di aziende con funzione sociale e comunitaria. Nella maggioranza dei progetti in cui ci coinvolgiamo, Paralelo.it  investe il suo tempo e offre servizi a prezzi contenuti.

Colombia giorno di oggi ha un accordo di libero scambio con la Comunità Europea che offre pochi vantaggi ma tra quello che da’ c’è quello di essere in grado di vendere alla Comunità con fattura per servizi esenti di IVA.

Dato che la Colombia fu un Paese assoggettato dalla Conquista, oggi quello che vorrei fare io è incoraggiare l’equità; fare una conquista nella direzione opposta facendo si che alla Colombia arrivino stabilità e benessere, facendo ciò che posso da Torino, dal mio contesto più immediato.

Per cambiare il mondo ci vuole cominciare da lì, da ciò che ci sta più vicino.  Cambia quello che hai a portata di mano. Credo che grazie  a PARALELO sono stato in grado di toccare tante vite e mi interessa la stabilità personale e lavorativa di tutti quelli che mi stanno intorno; credo che PARALELO sia un’estensione composto da me stesso, da mio fratello e dalla cerchia di amici con le loro braccia tese, i loro sguardi estesi e la loro parola pronunciata. Tutti abbiamo contribuito e  contribuiamo con il massimo della vitalità. E questa è la cosa fantastica di questa azienda, la sinergia prodotta perché la vita è stata fatta da un tessuto di valori di amicizia.

Lancio di - Paralelo Italia - Novembre 2018

Lanzamiento de Paralelo italia - Noviembre 2018
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Con la crescita di  PARALELO abbraccio il mondo

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